Ciao Davide, ti va di raccontarci un pò chi sei e come hai scoperto il mondo del babywearing? Certo. Sono un ingegnere di 35 anni, sposato con Camilla e papà di Alice di un anno e mezzo. Ho scoperto il mondo del babywearing frequentando insieme a mia moglie un corso preparto privato tenuto da una formidabile ostetrica che ci ha fatto provare la sua fascia.20160123_153454 Ammetto che a primo impatto l’avevo sottovalutata con un po’ di scetticismo; ben presto si è però rivelata uno strumento molto efficace e affascinante e indispensabile per noi. Cosa ti ha spinto a trasformare questa tua passione in lavoro? Al momento ho un lavoro full time come ingegnere per cui non posso dedicare tanto tempo al babywearing. I benefici che ho potuto apprezzare da quando ho iniziato a portare la mia bimba però sono stati tanti e molto gratificanti che ho pensato valesse la pena scoprire questo mondo anche con un occhio “maschile”, allettato dall’idea di poter insegnare agli altri ciò che a me ha dato tanto. Sei il primo uomo in formazione con la Scuola del Portare, un pioniere possiamo dire, come ti fa sentire la cosa? Mi sento emozionato e responsabilizzato dal fatto di essere il “primo”. Sicuramente noi papà non abbiamo quello straordinario istinto materno delle donne e probabilmente siamo in genere meno “disinvolti” nell’accudire i nostri piccoli a stretto contatto ma credo che l’esperienza del portare vissuta dal nostro punto di vista sia un’opportunità estremamente arricchente e che valga la pena sperimentare. Spero, con la mia attività, di dare una spinta ad altri papà nel cimentarsi in questo splendido percorso di crescita professionale ma soprattutto umana. Sicuramente puoi darci un punto di vista di differente, cosa prova un papà portatore? Qual’è l’emozione più grande? Bella domanda…un papà portatore prova l’emozione di sentire a stretto contatto il proprio figlio, di sentirlo muovere, respirare, sentirne l’odore, studiarne gli stimoli, osservare i rapidi cambiamenti quotidiani dopo la nascita, proteggerlo dal mondo esterno e da chi necessariamente “deve” toccare tuo figlio, magari fino al punto di svegliarlo.. L’emozione più grande? Prendere consapevolezza di essere diventato papà! Di papà portatori se ne vedono -ahimè- ancora troppo pochi..secondo te perché questa titubanza? So che hai aperto un gruppo FB per farli “uscire allo scoperto”, come stanno andando le cose? Hai altre iniziative in programma dedicate ai papà? E’ vero, papà portatori se ne vedono ancora pochi rispetto alle mamme ma stanno aumentando! I motivi possono essere diversi purtroppo: pensare,ancora, che “portare” sia una cosa solo per le mamme; ritenere erroneamente che il babywearing sia meno comodo dell’uso del passeggino; credere che i figli si “viziano” a stare in braccio; si trascurano i reali ed effettivi benefici del portare; talvolta anche non sentirsi a proprio agio. Tra il primo ed il secondo modulo del mio percorso di formazione presso la Scuola del portare, spinto anche dall’entusiasmo e dalla voglia di fare, ho subito aperto un gruppo fb indirizzato anche ai papà (“Davidaddy wearing – il babywearing anche per i papà !”), anche perché non mi è stato possibile collaborare con altri due gruppi già esistenti. Cerco nel gruppo, anche con la collaborazione di qualche mamma, di fare in modo che i papà possano condividere con foto e commenti i momenti in cui portano…in modo che anche i più riservati si possano sentire a proprio agio. Ho diverse idee e progetti per il futuro, ma per il momento mi sto prevalentemente concentrando sull’ultimo step del percorso di formazioni iniziale, propedeutico all’ottenimento della certificazione per diventare un “Consulente del portare®” a tutti gli effetti. Cosa consiglieresti ad un papà che si approccia per la prima volta al babywearing? Consiglierei di fare un percorso condiviso con la mamma in questo bellissimo mondo e inoltre suggerirei di lasciarsi andare, di farsi guidare dalle proprie emozioni, di isolarsi dal mondo esterno e dai relativi pregiudizi per concentrarsi invece sull’emozionante relazione di contatto e sensoriale che nasce e si alimenta coi propri figli portati. Il 19 marzo è la festa del papà cosa vorresti dire ai papà d’Italia? Cari papà, approfittate di questo giorno di festa, lavoro permettendo, per stare vicini alla vostre famiglie, in particolare per dedicare il vostro tempo ai figli e trascorrere una giornata speciale. Ricordatevi di quanto siete importanti per loro, quanto rappresentate un punto di riferimento per la loro crescita e nella loro vita. Non per ultimo divertitevi coi vostri figli, non c’è gioia più grande…buona festa del papà! Grazie Davide! In bocca al lupo per la conclusione del tuo percorso. La Scuola del Portare si associa ai tuoi auguri: buona festa del papà a tutti!

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